7 marzo 2026
Considerazioni personali non necessariamente condivisibili.
Nel frattempo ci prepariamo per andare a votare al referendum del 22 marzo. Ora io credo che i promotori del referendum siano dei masochisti, perché amano soffrire e essere puniti. Infatti hanno proposto un quesito che alla lettura anche del più sprovveduto elettore suscita una reazione che potremmo riassumere in “…chistu me futte…”. E già il “NO” nasce spontaneo. Poi sulla scheda mi sarà chiesto di approvare una legge che modifica un articolo della costituzione, citando solo una lista di “commi” modificati riguardanti generiche “norme riguardanti l’ordinamento giuridico etc…”. Poi vai in Gazzetta Ufficiale e trovi un’elenco di “…al comma num n sono state aggiunte le parole blabla…”. In pratica dovresti stampare il testo dell’articolo costituzionale originale, trascrivere tutte le modifiche (parole aggiunte) dalla legge oggetto del referendum e fare una lettura comparata dei due articoli (vecchio e nuovo) per provare a capire la questione. E l’odore di fregatura si fa più intenso. E il “No” è ancora più saldo. Voglio dire: “Monarchia o Repubblica” era più facile da capire… anche “Divorzio si, Divorzio no”…
Quindi tocca affidarsi a chi ne capisce (… e fidarsi) e qui la storia finisce in fretta: per esempio Gianrico Carofiglio, Corrado Augias “NO”, La Santanchè “SI”….
Intanto il mondo sta bruciando e io ho deciso di non preoccuparmi. Il mondo è in mano a uomini prepotenti e senza scrupoli e io non so come fermarli. Tra l’altro, i padroni delle sorti del mondo sono anche ignoranti, cioè non conoscono la storia, nemmeno quella che hanno fatto loro. Non hanno imparato che “non si rompono i coglioni ai rompicoglioni”. I Russi, non paghi dell’Afghanistan, si sono impantanati in Ucraina, gli Americani hanno fatto esperienza in Vietnam ma non è bastato, avanti con l’Afghanistan, poi con l’Iraq, e hanno lasciato solo macerie. Adesso sono andati a tormentare l’Iran, dal quale riceveranno solamente grane (e morti) a non finire. Anche Israele, benché circondato da anni da gente che se ne augura da sempre l’annientamento, adesso ha seminato un odio inossidabile e duraturo (oltre a un numero di morti spropositato, che se non vuoi chiamarlo “genocidio” puoi chiamarlo “strage degli innocenti” che ti suona più famigliare) che durerà per i prossimi decenni. Non c’è niente da fare, la legge della giungla è ormai universalmente riconosciuta come l’unica legge vigente. Dato che non conto niente né come individuo né come nazione, come gli alcolisti anonimi “accetto le cose che non posso cambiare” e cerco di non preoccuparmi troppo.
Confido solo nel fatto che il mondo sia un posto così grande, per cui, se succede qualcosa, succeda spesso da un’altra parte.
Perdonatemi le semplificazioni qualunquiste, ma sono un omino indifeso e impotente di fronte a un sacco di cose, figuratevi che ho anche paura della pensione incombente.